Bonus Casa 50%: la guida aggiornata al 2026
Il Bonus Ristrutturazioni, meglio noto come Bonus Casa, resta anche nel 2026 lo strumento fiscale più utilizzato da chi decide di rinnovare la propria abitazione. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato le aliquote già in vigore nel 2025, evitando il taglio che molti temevano, ma ha mantenuto un impianto a due velocità che distingue in modo netto la prima casa dagli altri immobili. Ecco il quadro aggiornato, con i riferimenti normativi verificabili.
Il riferimento normativo
La proroga arriva dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 301 del 31 dicembre 2025 e in vigore dal 1° gennaio 2026. Il comma 22 dell'articolo 1 interviene nuovamente sul decreto-legge 63/2013 e dispone che, per tutto il 2026, le detrazioni edilizie continuino ad applicarsi secondo la disciplina più favorevole già prevista per il 2025, posticipando di un anno l'entrata in vigore delle aliquote ridotte (ANCE AIES; Ingenio-Web).
Le aliquote in vigore nel 2026
Per le spese sostenute nel 2026, il quadro è il seguente (ANCE AIES; BibLus ACCA):
- Abitazione principale, per il proprietario o per il titolare di un altro diritto reale di godimento: detrazione IRPEF del 50%.
- Altri immobili (seconde case, immobili locati o detenuti da familiari): detrazione IRPEF del 36%.
- Limite di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare, invariato rispetto al 2025.
- Detrazione massima ottenibile: 48.000 euro per l'abitazione principale, 34.560 euro per gli altri immobili.
- La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo, a partire dall'anno in cui è sostenuta la spesa.
Dal 2027 le aliquote scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%, con lo stesso tetto di spesa. Tra il 2028 e il 2033 è previsto un ulteriore ridimensionamento al 30% unico, con limite di spesa ridotto a 48.000 euro, salvo nuovi interventi del legislatore (ANCE AIES; BibLus ACCA).
Chi ha diritto al 50%
L'aliquota maggiorata non è automatica. Secondo i requisiti indicati dalla circolare n. 8/E del 19 giugno 2025 dell'Agenzia delle Entrate, il contribuente deve essere proprietario dell'immobile, o titolare di un altro diritto reale di godimento, al momento dell'inizio dei lavori o del sostenimento della spesa se precedente, e deve utilizzare l'immobile come abitazione principale, intesa come quella in cui il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente ai sensi dell'art. 10, comma 3-bis, del TUIR.
Un punto spesso frainteso: non è necessario che l'immobile sia già abitazione principale all'avvio del cantiere. È sufficiente che lo diventi al termine dei lavori. Inoltre, una risposta a interpello dell'Agenzia delle Entrate (n. 119/2026) ha chiarito che, una volta maturato il diritto alla detrazione al 50%, un successivo trasferimento di residenza, la mancata dimora abituale o persino la messa a reddito dell'immobile in affitto non fanno perdere il beneficio già acquisito.
Nel caso di più soggetti che sostengono la spesa sul medesimo immobile, ognuno applica la propria aliquota sulla propria quota: il proprietario che vi abita al 50%, l'eventuale detentore senza titolo reale al 36%, sempre entro il limite complessivo di 96.000 euro per l'unità immobiliare.
I limiti per i redditi più alti
Dal 2026 le detrazioni per oneri sono soggette, per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro, al meccanismo di riordino previsto dall'art. 16-ter del TUIR, che applica un coefficiente calcolato in base al reddito e al numero di figli a carico. È però una buona notizia per la clientela con redditi più elevati: le detrazioni edilizie restano escluse sia dalla rimodulazione prevista per i redditi tra 120.000 e 240.000 euro, sia dalla riduzione forfettaria di 440 euro introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 per i contribuenti con reddito oltre 200.000 euro.
Quali interventi rientrano nel bonus
Il Bonus Ristrutturazioni, disciplinato dall'art. 16-bis del TUIR, copre gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, realizzazione di box e posti auto pertinenziali, interventi per il risparmio energetico e per l'adeguamento antisismico, oltre all'installazione di dispositivi di sicurezza (BibLus ACCA; Tavolla). Resta invece esclusa dagli incentivi la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili.
Va segnalato che il Bonus Barriere Architettoniche all'75% non è più fruibile per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2025, mentre resta confermato per tutto il 2026 il Bonus Mobili ed Elettrodomestici, sempre al 50% e con tetto di spesa di 5.000 euro, per chi lo abbina a un intervento di ristrutturazione (Ingenio-Web; Fiscal Focus).
Come si accede alla detrazione
Per beneficiare del bonus è necessario disporre di tutte le autorizzazioni edilizie richieste per i lavori eseguiti, conservare le fatture e pagare tramite bonifico bancario o postale parlante, con causale che riporti il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa che esegue i lavori. La detrazione viene poi indicata in dichiarazione dei redditi e recuperata in dieci rate annuali di pari importo.
Perché il 2026 è l'anno giusto per decidere
Il quadro normativo attuale rende il 2026 l'ultimo anno in cui la prima casa può contare sulla detrazione piena al 50%, prima che nel 2027 scenda al 36%. Per chi possiede un immobile in provincia di Ancona e sta valutando un intervento di recupero, questo significa poter pianificare oggi un cronoprogramma che permetta di sostenere le spese entro dicembre 2026 e sfruttare l'aliquota più alta. È un elemento che, insieme alla valutazione tecnica del cantiere, merita di entrare nella pianificazione con l'impresa fin dalle prime fasi di progettazione.
Le informazioni riportate hanno finalità informativa e non sostituiscono la consulenza di un commercialista o di un tecnico abilitato, soprattutto per la verifica dei requisiti soggettivi e della corretta imputazione della spesa.
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